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UN CUENTO EN ITALIANO: IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO (EL PAN NUESTRO DE CADA DÍA)

abr 21, 2009   //   by admin   //   Blog  //  No Comments


Este cuento, incluido en la antología Cuentistas (Ateneo Obrero de Gijón) y en La polla más grande del mundo fue traducido al italiano junto con otros 19 de este último libro, para acompañar a un número de la revista ¿Qué tal?, del grupo De Agostini (¿Qué tal? es una revista para aprendizaje del español). Lo que yo no sé es si habrá ayudado mucho a los italianos a aprender nuestro idioma, o todo lo contrario. El cuento en español se puede leer aquí. La traducción es de Francesca Sammartino.


Il nostro pane quotidiano 

Patxi Irurzun


 Zarraluki è un paesino piccolo, situato nel più profondo di una valle di montagna al quale è possibile giungere solo grazie a stradine secondarie, tracciati o sentieri nel bosco che si snodano e si stringono come un groviglio di lombrichi. Ogni lunedì se il villaggio non è rimasto isolato dalla neve, un furgoncino percorre la valle e consegna la posta, i giornali…

A Zarraluki c’è una panetteria, sei bambini e una maestra e un panettiere che sono fi danzati. Quasi sempre.

A volte la coppia discute e Txema, il panettiere, si rinchiude in casa sua e accosta la persiana del suo negozio fi nché non si riconcilia con Julia, la maestra. Txema, il panettiere, è un vero professionista e non crede in quei romanzi del realismo magico latinoamericani di seconda categoria nei quali si impastano maddalene con le lacrime, né tanto meno che poi queste diventano vermicelli all’interno dei cuori di chi le mangia.

Txema crede che il suo sia un lavoro molto serio, così serio che per farlo deve essere molto concentrato. Txema sa che se aprisse il suo negozio quando ha discusso con Julia il suo pane non sarebbe lo stesso, sa che ha bisogno di equilibrio nella sua vita perché anche gli ingredienti e il tempo di cottura siano equilibrati, e che se non fosse così i suoi clienti si sentirebbero ingannati. In fondo Txema, senza saperlo, pensa la stessa cosa di quei narratori latinoamericani e nel villaggio succedono le stesse cose dei loro romanzi, infatti i litigi di questa coppia alterano completamente sia la dieta alimentare di tutti gli zarralukitarras, sia il loro stato d’animo.

Ad esempio a Julia, quando litiga con il panettiere, le si inacidisce il carattere e condisce con questo un’insalata di compiti per i sei bambini del villaggio e li sperde per le capitali dell’Asia o mette a cuocere nel pentolone di una divisione da undici cifre le loro risate infantili.

Ai zarralukitarras piace sentire l’eco delle risate dei loro sei bambini nelle strade del villaggio, mentre, quando Txema e Julia discutono, nelle strade di Zarraluki invece di quelle risate si sente solo un vento freddo che fi schia come un serpente velenoso e all’interno delle case il palpito, sempre più lento, dei cuori spaventati degli anziani, che sentono avvicinarsi in pantofole la morte che trascina per la mano i loro genitori e i genitori dei loro genitori con il loro albero genealogico ridotto a una fascetta di rami sulla spalla.

La panetteria di Txema è anche bar e tabacchi e, quando lui e la sua fi danzata discutono, gli zarralukitarras non possono nemmeno veder sfumare tutto quel terrore nei cerchi di fumo di una sigaretta o affogarlo nel fondo di alcuni bicchieri di vino, per cui le relazioni generalmente cordiali tra vicini divertano strane, e in ogni famiglia risuscitano fantasmi che si siedono davanti al camino e raccontano storie di vecchie dispute familiari per le terre o di omicidi e vendette durante le guerre civili.

In poche occasioni, quindi, una coppia ha a disposizione tante persone disposte a risolvere le loro crisi come in questo caso. Quando Txema e Julia discutono, gli zarralukitarras recidono i fi ori più belli delle loro serre e li mandano a casa della maestra o raccolgono il miele più dolce dai loro alveari e lo lasciano alla porta di quella del panettiere. Txema e Julia sanno che sono stati loro e non la dolce metà e a volte li indigna addirittura l’idea che la loro relazione coinvolga in questa maniera tante persone, che tutte queste possano affacciarsi in maniera così indiscreta su di essa, ma in fondo si vogliono bene e fi niscono sempre per riconciliarsi ed è così che Txema torna ad aprire il suo negozio e gli zarralukitarras escono dalle loro case e i fantasmi e la morte in ciabatte tornano alle loro, e nelle stradine del villaggio si sentono di nuovo le risate dei bambini.

Zarraluki, insomma, è un paesino che sembra appartenere a un altro mondo, infatti la sua vita dipende completamente dall’amore.

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